LA STORIA
Cellino San Marco sorge a sud della provincia di Brindisi. Lo stemma rappresenta un albero di ulivo sul fondo
dargento e affiancato dalle lettere C e L. Nel secolo scorso le campagne di Cellino
erano coltivate ad oliveti della qualità definita "celino" dal termine greco
che indicava il colore nero del frutto; quindi lo stemma raffigura questo tipo di olivo.
Il nome di
Cellino San Marco deriva quindi dalla qualità delle olive e dalla devozione
nei confronti di San Marco. Il castello sembra che sia stato costruito intorno al XVI
secolo durante il feudo degli Chyurlia. Nel XVII secolo fu ristrutturato ed ampliato con
laggiunta della parte sinistra dandogli laspetto di una dimora gentilizia.
Tra gli edifici sacri ricordiamo la parrocchia di Santa Caterina dAlessandra
edificato agli inizi del secolo XVIII. In seguito fu più volte rimaneggiato e nel 1863 fu
costruito lattuale campanile. Nella chiesa è conservata una statua dargento
del santo protettore San Marco del 1819. La cappella di San Marco Evangelista fu costruita
tra il XVII e XVIII secolo sui resti di una cappella basiliare risalente al IX secolo.
Lantico edificio sacro fu di proprietà dei monaci di origine greca fino al XV
secolo; successivamente la struttura andò degradandosi fino a crollare. Allinterno
si può ammirare un bellesemplare di altare barocco molto articolato.
Cellino San Marco è un comune della Provincia di Brindisi dal gennaio 1927. Prima ha
sempre fatto parte della Provincia di Lecce; costituitasi la Provincia di Brindisi, è
passato a questa insieme ad altri paesi. In parecchie contrade del feudo Cellinese sono
venuti alla luce avanzi di antichità, rappresentati da tombe varie,anfore, monete ed
altro materiale. La lapide funeraria di epoca romana, scoperta nel 1869, certamente è da
considerarsi uno dei reperti archeologici più importanti e significativi venuti alla luce
nel territorio di Cellino.
La stele funeraria e tutti gli altri reperti archeologici ci autorizzano ad affermare che
Cellino San Marco sia molto più antica di quanto si pensi: paese dunque di origine
antica, esistente già nel medioevo. Le scoperte archeologiche (si pensi alla preistorica
tomba a forno con celle, risalente al 2000-1800 A.C., scoperta nel 1948 e ad un forno per
cottura di vasi venuto alla luce nel 1949 in contrada "la Mea" sono da
considerarsi prove della remota origine del paese.

A ragione possiamo pensare che ad una primitiva popolazione risalente al periodo
eneolitico e all'età del bronzo, si sovrappose, nei secoli successivi, un'altra
popolazione che costituirebbe quel nucleo originario della nostra Cellino che si sviluppò
in maniera consistente attorno a quella realtà che fu la Cappella di San Marco, attigua
al Camposanto comunale.
I De Fallosa, i De Noha, gli Albrizzi, i Chyurlia ed altri signori feudatari governarono
Cellino tra il medioevo e l'età moderna (dal 1304 al 1806), sino a quando anche il nostro
minuscolo paese contribuì attivamente al rinnovamento morale e civile dell'Europa.
Cellino prese parte attiva al movimento risorgimentale, infatti fu costituita una
"Vendita di Carbonari" denominata "La Plebe al Monte Sacro" e, subito
dopo, fu costituita una sezione della Giovine Italia"
Cellino San Marco appartiene
all'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e, nell'ambito di detta circoscrizione ecclesiastica,
alla Vicarìa del Salento, insieme ai paesi di San Donaci, San Pancrazio Salentino,
Guagnano, Villa Baldassarri (frazione di Guagnano), Veglie, Salice Salentino e Leverano.
Il paese è raggruppato in un'unica Parrocchia denominata "Santi Marco Evangelista e
Caterina" (Decreto dell' Arcivescovo Todisco del 21/5/1986).
Il castello, dei nobili Albrizzi e Chyurlia, la Chiesa Parrocchiale, la Cappella di San
Marco, la Cappella annessa alla Masseria "La Mea" il Palazzo Bolognini sulla via
Cavour la Villa "Neviera" sono segni perenni di un lontano passato.
Tra le feste che vengono celebrate in paese ricordiamo le seguenti: San Marco Evangelista
(25 aprile), Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto (25 novembre), Santi Medici Cosma e
Damiano (seconda domenica di ottobre).
Nel paese funzionano due scuole materne, una scuola elernentare e una scuola media
statali.
Cellino San Marco si gloria di uomini illustri quali il marchese professor Antonio De Viti
De Marco, i sacerdoti don Vito Bolognini e don Carmelo Briganti e il professore Raffaele
Spongano.
Il suolo, in generale, e abbastanza fertile, abbonda l'acqua sorgiva e potabile. Soltanto
in pochissimi tratti si presenta pietroso. Vi abbondano vigneti ed oliveti, non mancano
però altre colture, quali ortaggi ed agrumi, anch'esse redditizie. L'economia di
Cellino San Marco trova proprio la sua componente nei prodotti dell' agricoltura: vino, olio, in
particolar modo; cereali ed ortaggi in secondo posto.
Frantoi e stabilimenti vinicoli ben attrezzati sono espressione vive di detta
economia. Vari sono stati i fattori determinanti la formazione e lo sviluppo di questa
realtà socio-economica. Tra essi ricordiamo nuovi indirizzi colturali, la
specializzazione delle colture ed il bisogno di migliorare i redditi agricoli.
Le strutture cooperative sorte in questi ultimi anni hanno consentito e consentono, tra
l'altro, grazie all'efficienza degli impianti, di ovviare all' inconveniente della
deperibilità dei prodotti provenienti dalle aziende dei soci e di effettuare una
più che
sufficiente concentrazione dell'offerta.
Gli organismi cooperativi che operano nel settore vitivinicolo in modo particolare
dispongono di moderni impianti di trasformazione delle uve che vengono conferite da
moltissimi soci produttori.
Anche nel settore oleario l'organizzazione è notevole; gli oleifici cooperativi
dispongono di propri impianti, e molto moderni anche, che riescono ad assicurare una
efficiente trasformazione del prodotto conferito da tanti soci produttori.
Oggi, ormai, constatiamo che
Cellino San Marco, inseritasi nel libero consesso nazionale,
pur seguitando a praticare la tradizionale e basilare attività economica e produttiva
costituita dall'agricoltura che consente di far primeggiare sui mercati provinciali e
regionali vini eccellenti ed oli molto qualificati, va alla ricerca di trovare motivi
ancora più solidi per una sostanziale evoluzione sociale.
(I1 testo è stato desunto da: F. SPINA, Storia di
Cellino San Marco dal Medioevo all'Età
Moderna,
Cellino San Marco, 1985; e F. SPINA, Storia di
Cellino San Marco dall'Unità
d' Italia ad oggi,
Cellino San Marco, 1987).